Selfie: è arrivata la serie che non fa scintille

Ormai è un must, scagli la prima pietra chi almeno una volta non si è fatto una (o si dice un?) SELFIE.

La selfie è diventatà un vero e proprio fenomeno culturale che non ha risparmiato nessuno: in prima linea si posizionano le celebrità dello show-biz, e non si risparmiano da questa pratica nemmeno politici (ahinoi anche quelli italiani: come non rattristarci un attimo pensando alla selfie del Nongiovane Matteo Renzi e alla piaga della televisione italiana, conosciuta anche come Barbara D’Urso?), passando ovviamente per la gente comune (“che ama davvero” cit.). Insomma selfie in vacanza, selfie al concerto, selfie la mattina appena svegli, selfie con il personaggio famoso di turno, selfie nelle selfie… un vero boom.

La serialità televisiva ovviamente non poteva starsene in disparte, anche se dopo aver visto le prime puntate di ‘Selfie’ (giustappunto), la nuova serie della rete ABC, forse sarebbe stato meglio farlo. Nonostante già il promo mandato in onda ad inizio estate mi avesse già fatto storcere il naso, svelando in pochi minuti una previdibile incosistenza, da amante delle serie televisive e da brava social media something (per professione e per diletto) attendevo con crescente curiosità questa nuova serie.

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I presupposti per fare una commedia senza troppe pretese ma carina e godibile c’erano tutti: un tema di tendenza, un cast frizzante, la rete giusta (per un prodotto senza troppe pretese). E invece cosa è andato storto? Praticamente tutto: la trama è inconsistente, la protagonista – seppur interpretata da una convincente Karen Gillan – è insostenibile, non ci sono prospettive di sviluppo di un minino interesse all’orizzonte e i dialoghi sono poveri e per nulla brillanti (cose che ti vien quasi voglia di guardare Vacanze di Natale 1990 – era quello con Dylan vero? Perchè io intendevo quello).

Forse l’autoscatto tanto di moda non vi sembrerà un tema così consistente ma, in realtà, l’esigenza di apparire e la necessità virtuale di esistere nel mondo dei social sono un tema molto attuale che poteva essere affrontanto in maniera comica ma interessante. Forse non è stato colto il punto: c’erano due modi per affrontare in commedia un tema del genere, ossia quello della commedia intelligente e sarcastica (a cui questo prodotto ovviamente non ha mai nemmeno pensato), o la commedia leggera che fa sorridere ma non ci si avvicina nemmeno minimamente a questo intento. Purtroppo, tutto quello che abbiamo visto in questi primi episodi di Selfie è una storia scadente, un build-up inesistente e nessun tentativo di fare una riflessione sociologica sul fenomeno dei selfie – o, più in generale, sulla dipendenza dall’“essere sui social”. Nonostante abbia visto serie deboli migliorare nel corso degli episodi, in questo caso devo ammetterlo: le possibilità sono nulle e dubito altamente di poter essere smentita.

Non so se arriverà in Italia (in caso, immagino sulle pay tv) o se sarà cancellata ancora prima di avere qualche possibilità di essere esportata fuori dagli Stati Uniti…  certo è che non ne sentiremo la mancanza, aspettando con ansia una serie che sappia parlare di questi temi: il genere comedy avrebbe largo margine di sviluppo con i nuovi “caratteri sociali” generati dall’era dei social. Quindi, classifichiamo Selfie come un tentativo fallito e… avanti il prossimo!

Stefania Berlasso
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