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Mugs Tea

Al GGTea, le tazze son portafortuna!

Alte, basse, strette, larghe, colorate, a righe, souvenir… cosa sono? Le TAZZE!

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Al GGTea, le tazze saranno un elemento fondamentale – e portafortuna! Ricordati di portare la TUA tazza – all’arrivo, ad ognuna sarà assegnato un numero: scopri tutte le tazze e vota la tua preferita! Le tazze che riscuoteranno più successo vinceranno libri messi in palio dal nostro storico sponsor La Feltrinelli Verona!

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Non dimenticare le mini-tazze: il GGTea è kidsfriendly, se hai un* bimb* tra i 3 e i 10 anni, portal* con te – ci sarà un angolo magico a cura di Aribandus ;-)

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E se non hai vinto? Non disperarti – ogni partecipante, alla fine del nostro GGTea, riceverà un divertente omaggio firmato TestediRapa!

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Le iscrizioni al GGTea si apriranno mercoledì 9 marzo alle ore 12.30 a questo link -> http://ggtea.eventbrite.it – non farteli sfuggire!

 

 

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KRINGL, L’APP che prova l’esistenza di Babbo Natale

Vi siete mai posti il problema di dover mostrare se ciò che raccontate ai vostri figli è vero, con prove concrete? Anche quando si tratta di Babbo Natale? Perché se da un lato la magia e l’atmosfera del Natale incanta tutti i bambini, è anche vero che questi nativi digitali sono cresciuti a pane e pixel, e hanno molti più strumenti per capire se ciò che viene loro detto è verificabile o meno, rispetto a quello che potevano avere i bambini di qualche decennio fa.

In aiuto dei genitori arriva Kringl, lanciata l’anno scorso e divenuta un vero successo: grazie a questa app i bambini potranno avere la prova definitiva dell’esistenza di Babbo Natale. Come ci riesce? Semplice: grazie alla realtà aumentata si possono sovrapporre delle scene in cui si vede Babbo Natale affaccendato in varie cose con le immagini della propria abitazione. Quando i bambini vedranno il filmato l’effetto è esilarante, come mostra il video di presentazione:

L’interfaccia è intuitiva e bastano poche mosse per ottenere il filmato; è sufficiente scegliere una delle cinque scene proposte predefinite di Babbo Natale: mentre arriva con i regali o addirittura mentre mangia il latte e i biscotti che i bambini di solito gli lasciano sul tavolo. Una volta scelta la scena, Kringl chiederà di filmare il luogo che farà da sfondo: si può scegliere il salotto, la cameretta dei bambini, la cucina o l’ingresso. Per rendere più realistica l’immagine e non destare sospetti Kringl permette all’utente di modificare la luminosità della figura di Babbo Natale e di verificare di aver filmato la location con la giusta prospettiva. Dopo aver fatto questi passaggi, si otterrà il prezioso video, condivisibile anche sugli account social.

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Kringl è un’app per iPhone, pesa 43,3 MB, compatibile con iPhone 5, 5c, 5s, 6, 6plus, iPad 2,3,4, mini e Air, iPod touch di quarta e quinta generazione e richiede iOS7.0 o successive. Il fattore che rende questa iniziativa degna di merito è che, oltre ad essere un’app gratuita scaricabile dall’App Store, raccoglie fondi benefici a favore di due associazioni: Make-a-Whish Canada che aiuta i bambini affetti da gravi malattie realizzando i loro ultimi desideri e Toys for Tots, che raccoglie giocattoli per bambini meno fortunati.

Pronti a sbalordire anche i piccoli nativi digitali più scettici?

Lara Rigo
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VERONACHEMAMME! Ovvero Verona formato famiglia

Quando rimasi incinta ed ebbi mia figlia l’interrogativo più grande che mi aveva accompagnato per molti mesi era: mo’ che si fa? Ti ritrovi con questa creaturina minuscola che ha bisogno di tutto, soprattutto ha bisogno di te, mamma, ma senti che anche tu hai bisogno disperatamente di qualcuno che sia nella tua stessa situazione o perlomeno che ci sia passato, per avere un confronto. Dove rivolgersi? A chi chiedere? Dove andare a Verona con la pargola?

Da questa esigenza a cui ancora nessuno aveva saputo rispondere è nato il concept di VeronaCheMamme! il primo portale per le famiglie di Verona e provincia.

Sempre di più le mamme guardano in rete per sapere cosa fare con i loro bambini, dove trovare la sala per la festa di compleanno, cosa offre quel tal ospedale rispetto a un altro. Se una volta c’era una fitta rete di conoscenze tra famigliari, vicini di casa, amici, che era in grado di soddisfare con il passaparola una serie di risposte e aiuti concreti, oggi più che mai le famiglie sono spesso lasciate a loro stesse e internet supplisce al bisogno di informazione che prima si riceveva dall’esterno.

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VeronaCheMamme! è la versione territoriale del network nazionale ItaliaCheMamme!,e vuole essere un punto di riferimento online per le mamme (ma anche nonni, papà, zie e quant’altro) che dia spunti, risposte da parte di professionisti, informazioni su eventi, attività, laboratori per bambini, sino ad arrivare alla mappatura delle attività family friendly del territorio veronese.

Un punto di incontro tra domanda e offerta per tutto ciò che concerne i servizi alle famiglie, come tate o baby-sitter, animatrici per feste, architetti specializzati nell’arredamento di camerette, oppure pediatri, ginecologi, ostetriche, alcuni provati e testati direttamente dalla redazione. Il team che supporta il progetto è tutto al femminile e rigorosamente geek addicted e social media lover; infatti, una caratteristica importante del portale è che i canali social (al momento Facebook, Twitter, Google+) servono a dare una voce “live” agli eventi, alle iniziative che si vuole diffondere, nonché mantenere un filo diretto per il confronto e le richieste con gli utenti.

Perché oggi, più che mai, fare rete non è più sufficiente, occorre fare community e scoprire la Verona a misura di famiglia.

Lara Rigo
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Timbuktu, la rivista per bambini su iPad

Mamma mi daresti l’iPad, vorrei leggere il giornale come il nonno?!” la richiesta non sarebbe strana se non fosse che la domanda è di mia figlia che ha quattro anni.

Ma ha scoperto Timbuktu, la rivista su iPad per bambini, e si sente come i grandi quando la legge!

Ogni mese questa rivista digitale racconta ai bambini le notizie più belle da tutto il mondo con storie e giochi interattivi, personaggi ricorrenti a cui affezionarsi e una schermata principale che ricorda la prima pagina di un quotidiano. Gli aspetti visivo e sonoro sono curati e le interazioni tattili con i vari contenuti della rivista sono interessanti perché invitano a toccare con mano le esperienze proposte come pulire vetri appannati, sbloccare combinazioni o tirare leve.

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Timbuktu è una start up fondata da Elena Favilli e Francesca Cavallo e realizzata grazie al finanziamento ottenuto con il premio Working Capital 2010 di Telecom Italia. Un progetto nato per dimostrare l’importanza dell’editoria digitale anche per bambini e ragazzi. Nel 2011 si é presentata sul mercato americano come il primo magazine su iPad pensato esclusivamente per bambini conquistando premi e lettori. Ed è adesso disponibile anche in Italia in collaborazione con il Corriere della Sera. Per leggerla basta collegarsi all’app store di Apple e scaricare la versione di prova gratuita per una settimana, compatibile con iPad che utilizzano iOS 5.0 o versioni successive. Dopo la settimana di prova, tutti i contenuti della rivista, compreso l’archivio dei numeri passati (in inglese), divengono disponibili solo sottoscrivendo un abbonamento.

Legata al progetto Timbuktu è anche Scuola Luna, app gratuita creata da bambini per bambini, interamente realizzata (concept, disegni, suoni e voci) da un gruppo di bambini dai 5 ai 13 anni partecipanti al campo estivo 2013 di Timbuktu presso la Digital Accademia di Rozzano, in provincia di Treviso.

Francesca Tezza
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App salvaviaggio!

Periodo di vacanze e di spostamenti in macchina, quindi anche di bambini da intrattenere per lunghe ore!

Io ho scoperto alcune app interessanti. Alcune sono ispirate al metodo Montessori, che come educatrice e come mamma adoro perché relaziona l’apprendimento con la libertà e la fiducia in se stessi, insegnando ai bambini a ragionare in modo autonomo, ad esplorare il mondo che li circonda, a comprenderlo e ad interpretarlo attraverso esperienze pratiche. Ovviamente per i nostri piccoli nativi digitali che il materiale montessoriano sia disponibile anche come app è particolarmente allettante! Alcune di queste app sono gratuite come iMontessori Campane 1 (gioco di educazione musicale) o il Gioco degli 11 colori (app pensata per i più piccoli per insegnare loro a riconoscere i colori).

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Altre sono a pagamento, particolarmente interessanti quelle sviluppate da Les Trois Elles, come Geometria Montessori (app che aiuta il bambino a riconoscere, dividere in categorie ed imparare i nomi delle forme geometriche, integrandole nel quotidiano) o Easy Studio

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(app che consente ai bambini di creare i propri “cartoni animati”, a partire da forme geometriche elementari, stimolando la loro creatività).

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Se invece i bambini vogliono sentirsi raccontare una storia c’è l’app gratuita Magikites – Gli aquiloni magici, emozionante fiaba interattiva che narra le avventure degli abitanti del Villaggio del Vento e in cui i suoni, colori e i movimenti della natura sono i veri protagonisti.

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Di altro genere invece, ma ugualmente molto apprezzata dai miei figli è l’app gratuita della Toyota Backseat Driver che, sfruttando il GPS, trasforma l’iPhone in una piccola macchina virtuale, proiezione dell’auto di mamma o papà e mette i piccoletti alla guida insieme a noi.

Buon viaggio a tutti!

Francesca Tezza
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Bambini e multimedialità nel KidSmart

E se ormai i bambini si muovono con grande disinvoltura tra computer, iPhone e iPad perché non usare questa tecnologia per insegnare loro in gruppo, per aiutarli a affrontare paure ed esperienze di diversità?

Anche su questo poggia il KidSmart, programma internazionale di IBM, che ha l’obiettivo di avvicinare i bambini in età prescolare alla tecnologia attraverso gioco e creatività e favorire i percorsi didattici di bambini con disabilità. Il programma si propone inoltre l’obiettivo della riduzione del digital divide perciò vengono privilegiate scuole in contesti socio-economici difficili o in zone geograficamente isolate.

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In Italia il programma è stato avviato nel 2000 dalla Fondazione IBM Italia in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e attualmente partecipano al progetto più di 300 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale. Progetti importanti sono stati avviati a Siracusa e dopo il terremoto in Emilia Romagna e in Abruzzo. Proprio per il progetto in Abruzzo la Fondazione IBM Italia ha vinto il “Premio Le Fonti”.

Il progetto KidSmart consiste nella donazione alle scuole dell’infanzia della postazione multimediale Young Explorer e di un software didattico. Gli insegnanti delle scuole coinvolte nel programma intraprendono un percorso formativo e ricevono la consulenza di esperti in tecnologie didattiche.

La formazione dei docenti infatti è ritenuta fondamentale per la buona riuscita del programma, in quanto attori e riferimenti fondamentali di ogni innovazione scolastica, anche in ambito tecnologico. Inoltre il collegamento tra le scuole favorisce la collaborazione e lo scambio tra insegnanti per un reciproco confronto su questa nuova esperienza.

Francesca Tezza
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Il libro bianco: una storia tra pagine ed app!

Qualche giorno fa in libreria un bambino corre entusiasta dalla mamma gridandole “è quello dell’Iphone! è proprio quello!”. Incuriosita spio l’oggetto di tanto entusiasmo e scopro che si tratta di un picturebook: “Il libro bianco” di Lorenzo Clerici, Silvia Borando ed Elisabetta Pica.
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Storia senza parole di un bambino che dipingendo le pagine bianche con diversi colori  fa apparire elefanti, ippopotami, leoni, pinguini. Ma non è finita qui! Ne esiste una versione app per iPhone, iPad e iPod Touch, che permette ai bambini di distribuire con le dita la virtuale vernice colorata, scelta tra dieci barattoli, e di dare vita a ippopotami che fan le bolle, uccellini cinguettanti, rane saltellanti.

“Il libro bianco” è edito da Minibombo, giovane casa editrice di Reggio Emilia che si presenta come la creatrice di “Storie senza né capo né coda, storie a cui dare un capo e una coda (ma anche dei baffi), barattoli di vernice, enigmi che non è importante risolvere, animali che vanno e che vengono, buchi in cui bisogna cadere, finali a sorpresa, peli di gatto” e che realizza libri pensati per piccolissimi dai 2 ai 6 anni unendo grafica divertente, tradizione pedagogica e nuove tecnologie. Ogni libro infatti ha associato un suo piccolo sito in cui l’esperienza dei piccoli e dei grandi lettori può continuare in percorsi di gioco, disegno e creatività.

Per ulteriori informazioni:
http://www.minibombo.it/
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Francesca Tezza
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Ascoltare il cuore del bambino con lo smartphone

Le mamme geek con un’app arrivano là dove l’umano non riesce ad arrivare e in gravidanza la febbre da app supera ogni ostacolo possibile. Ecco che quindi ci si ritrova a cercare applicazioni per sapere a che settimana si è, quanto dovrebbe pesare il bambino, quanto dovresti pesare tu (e sono le peggiori, ve l’assicuro), cosa ha sviluppato in quel momento, il countdown dal giorno di espulsione dalla navicella madre (in gergo, parto).
Ma è di qualche mese la notizia che è stata creata un’applicazione che permette addirittura l’ascolto del battito fetale tramite il proprio smartphone.

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Si chiama Baby Voice, è una realtà tutta italiana (siamo i soliti curiosi), anzi dell’azienda siciliana OBScience Srl, ed è la prima in tutto il mondo dedicata a questo scopo.
Tramite il microfono dell’iphone, dalla 25esima settimana circa sarà possibile percepire il battito cardiaco, una volta individuato Baby Voice permette di ascoltarlo, registrarlo e (poteva mancare?) condividerlo.
Trovo che sia geekkissimo poter inviare su facebook il battito del proprio futuro figlio, magari taggando anche il padre ed eventuali parenti, anzi scommetto che c’è chi se la mette come suoneria del cellulare.

In ogni caso, BabyVoice si può scaricare dall’AppStore in modo del tutto gratuito e pare sia stata usata come “giochino” in parecchi corsi pre−parto.

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Gli ideatori precisano, ovviamente, che Baby Voice non costituisce uno strumento medico e in nessun caso sostituisce la visita medica; garantisce la massima sicurezza e non produce onde elettromagnetiche, l’unica raccomandazione è quella di usare il telefono in modalità aereo prima dell’uso dell’app.

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Colgo l’occasione anche per raccomandare a tutte le geek mamme in attesa di fare attenzione a non appoggiare mai il computer portatile sulla pancia mentre lo si usa in modalità casalinga (ovvero letto−divano): le onde wifi così vicine non vanno bene per un bambino in fase di sviluppo.

Tanto avrà tutta la vita per venire invaso dal free wifi!

Lara Rigo
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EdiTouch – Un tablet per la dislessia

Mettete di fare una passeggiata e di dovervi concentrare su ogni singolo movimento di ogni passo che fate. Arrivati alla fine vi siete persi tutto il paesaggio!

Questa è la frustrazione che un dislessico prova ogni volta che deve leggere, scrivere o fare calcoli!
Perché si deve concentrare così tanto sul procedimento da perdersi il contenuto. E i sistemi tradizionale di apprendimento e di studi purtroppo aggravano questa frustrazione.
Anche da qui nasce EdiTouch, tablet per bambini affetti da DSA (Disturbi Specifici dell’apprendimento, come dislessia, disgrafia e discalculia) e con BES (Bisogni Educativi Speciali), ideato da Marco Iannacone, ingegnere milanese, manager di Vodafone Italia e papà di un bambino dislessico.
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La sua interfaccia ed i principali programmi sono stati realizzati con il contributo di logopedisti, specialisti nell’ambito dei disturbi dell’apprendimento e genitori di bambini dislessici. Mentre il suo formato ricorda le dimensioni dei quaderni che i bambini utilizzano già dai primi anni di scuola.
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EdiTouch offre un ebook reader che consente di leggere libri scolastici e narrativa scegliendo la dimensione del carattere e la luminosità, il sistema text-to-speech trasforma qualunque documento in audiolibro e si possono inserire appunti e usare segnalibri per riprendere in qualunque momento le pagine interrotte. Una calcolatrice vocale che permette l’incolonnamento delle operazioni, sistema a cui sono abituati i bambini della scuola primaria. Sono inoltre disponibili un intuitivo programma per la creazione e visualizzazione di mappe mentali e concettuali con la possibilità di inserire immagini, icone, note e un vocabolario che permette di ricercare il significato di una parola ed ascoltarne la definizione letta ad alta voce.
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Il meccanismo di parental control infine fa in modo che siano l’insegnante o il genitore a decidere quali siti web siano accessibili al bambino, focalizzandone quindi l’attenzione e limitandone le distrazioni.

Link utili:

http://tabletascuola.net/
http://www.libroaid.it/

Francesca Tezza
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First brithday party for dummies, ovvero consigli pratici di sopravvivenza per mamme digitali

Se è vero che i nostri figli sono “nativi digitali”, è anche vero che dietro ogni nativo digitale si nasconde una mamma digitale. Ecco che quando il nostro pupo arriva alla veneranda età di un anno ci facciamo prendere dall’ansia di prestazione per organizzare la festa perfetta. Quella che farà guadagnare un sacco di likes al nostro blog postando solo la foto della torta, quella che tutti ti chiederanno “ma dove l’hai preso?”, quella che tutti si ricorderanno, tutti tranne il festeggiato. Ma questa è un’altra storia.

Ecco quindi cinque consigli last minute per genitori geek che non vogliono passare notti insonni davanti a Google immagini in cerca d’ispirazione, e amano sorprendere gli ospiti con trovate che nessun supermercato offline potrà mai offrire.

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1 – Il party kit di decorazioni su Etsy. Siete stufi delle solite decorazioni prestampate di Topolino, Winnie the Pooh e la Peppa nazionale? Sul sito Etsy.com troverete dei party kit fenomenali, anche personalizzabili, con tantissimi temi, ad esempio i supereroi, lo zoo, gli animali, le stagioni, etc…
Funziona così: scegliete quello che più vi piace e, dopo aver pagato, il venditore vi invierà il file originale con tutte le immagini da stampare e i relativi segni di ritaglio.
Vi avviso: se entrate in questo sito ne uscirete col credito Paypal a zero!

2 – Gli inviti alla festa di compleanno con tanto di disegnetto fatto a mano o con le ClipArt di Office sono un lontano ricordo, per fortuna.
Per comunicare a tutti il baby party dell’anno basterà creare un evento su Facebook (anche privato, in modo che lo vedano solo gli invitati), in cui indicare rigorosamente: orari, luogo (con link a Google maps, può essere che qualcuno non riesca a trovare casa vostra dopo esserci venuto per anni), invitati (si può anche fare in modo che non vedano chi è stato invitato) e contatti (cellulare, email, skype, si sa mai). Se volete fare le cose in grande e organizzare un evento con tanto di biglietti d’ingresso potete farlo su Eventbrite.

3 – Le torte in pasta di zucchero stanno diventando un must irrinunciabile. Sono belle, sono buone e sono personalizzabili all’infinito. Però non tutti gli umani sono in grado di farle, per cui consiglio di fare una bella navigata tra i food blogger della vostra città e trovare qualche brava pasticcera provetta che fa questo servizio. Occhi e palato verranno ampiamente soddisfatti!

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4 – Come non farsi dimenticare dai vostri ospiti? Con gli M&M’s personalizzabili. Sul sito Mymms.it si possono ordinare kg e kg delle famose palline cioccolatose facendoci incidere scritte, loghi e addirittura foto! I bambini ne andranno matti e ancor di più i vostri amici.

5− Ormai quasi tutti fanno le foto con lo smartphone e le pubblicano sui social network. Anche alle feste per bambini. Se siete contrari che le foto con vostro figlio siano pubblicate, fate un bel cartello all’ingresso, in modo tale che amico avvisato amico non bannato. Se invece vi fa piacere e, anzi, le vorreste recuperare tutte, potete fare un altro cartello da porre all’ingresso, con l’hashtag creato appositamente per la festa e l’invito a fare foto utilizzandolo… #enjoy!

Lara Rigo
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