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Estrazioni ggdverona

La fortuna? È @tavola con voi!

Come sa bene chi ha già partecipato a una #ggdverona, abbiamo un’insana passione per le lotterie… No, non quelle dei vostri amici che vi rincorrono per piazzarvi bigliettini che vi faran vincere improponibili premi, ma le nostre ormai attese estrazioni, il last-but-not-least prima del dolce, il router della fortuna…! ;-)

incontri-cucina-libri-appetiti-barzano

Se il vostro nome sarà fortunato, potrete infatti aggiudicarvi uno dei libri messi in palio dal nostro storico sponsor, LaFeltrinelli Verona: tra romanzi e libri di cucina, cosa vi capiterà? Sicuramente qualcosa di interessante!

Estrazioni Feltrinelli ggdverona

Silvia Franceschini, event manager di Feltrinelli, con le nostre geek girls alla #ggdverona3

E mentre le prime fortunate inizieranno a leggere, non distraetevi, perché sarà il turno delle tre spettacolari confezioni offerte da Giovanni Ederle, viticoltore in San Mattia

Ognuna contiene uno sconto per acquisti in cantina e una bottiglia di Donna Francesca IGP Bianco Veronese, un vino senza tempo, per occasioni importanti, dedicato da Giovanni a una donna importante – e pensato come regalo perfetto per le nostre geek girls, in attesa di conoscerle nella sua cantina, magari durante una degustazione di vini ammirando una spettacolare vista di Verona dall’alto delle Torricelle…

Giovanni Ederle

Good luck, geek girls&boys! ;-)

regali inutili 2

6 soluzioni per disfarsi dei regali non graditi di questo Natale

Anche questo Natale è passato e insieme a qualche kiletto in più grazie alle solite abbuffate, si porta con sé anche tanti regali, a volte straordinari e che rispecchiano esattamente i vostri gusti e desideri, a volte poco utili o di troppo o che avete già. Accanto alla gioia di regali bellissimi c’è spesso l’imbarazzo dei regali non graditi.

Bad Christmas Gifts

E come possiamo fare a evitare gli sprechi e soprattutto a evitare di riempirci gli armadi di cose che non useremo mai?

Ecco qualche soluzione pensata per voi:

1) Fate del bene. In pieno spirito natalizio potete scovare qualche pesca di beneficenza o associazione che può essere interessata a trasformare questi regali in beneficenza.

2) Se invece volete in qualche modo ricavarne qualcosa potreste anche guadagnateci con siti come eBay o siti di annunci come subito.it o anche con Amazon che permette di vendere anche piccole quantità a costi molto bassi. In questo modo vi libererete dei regali in eccesso e metterete via qualche risparmio.

3) Vi sembra troppo il fatto di intascare soldi? Bene allora barattateli con regali più belli: ci pensano siti come Zerorelativo.itE-barty.itCoseinutili.itSoloscambio.itSwapclub.it a darvi una mano.

Ce ne sono tantissimi. Potete scegliere il più adatto al tipo di regalo che volete scambiare e ricevere in cambio crediti da usare più avanti o regali più belli e più utili subito.

4) Se si tratta di vestiti e siete abbastanza in confidenza da chiedere, provate con la scusa della taglia a fare un cambio direttamente in negozio … non si sa mai :-)

5) Riciclate! Non si tratta di un’incitazione all’ecologia ma all’arte del riciclo. Ci sarà pure qualcuno che conoscete a cui potrebbe piacere quel regalo e a cui regalarlo no?

6) L’ultima spiaggia è una bella tombola a capodanno con gli amici più stretti (non chi ha fatto i regali possibilmente J ). Potreste far felice qualche vostro amico con gusti diversi dai vostri. E se proprio il regalo è impresentabile almeno trascorrerete una bella serata con i vostri amici suscitando qualche risata.

Cristina Pozzi
imnoguru.com
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KRINGL, L’APP che prova l’esistenza di Babbo Natale

Vi siete mai posti il problema di dover mostrare se ciò che raccontate ai vostri figli è vero, con prove concrete? Anche quando si tratta di Babbo Natale? Perché se da un lato la magia e l’atmosfera del Natale incanta tutti i bambini, è anche vero che questi nativi digitali sono cresciuti a pane e pixel, e hanno molti più strumenti per capire se ciò che viene loro detto è verificabile o meno, rispetto a quello che potevano avere i bambini di qualche decennio fa.

In aiuto dei genitori arriva Kringl, lanciata l’anno scorso e divenuta un vero successo: grazie a questa app i bambini potranno avere la prova definitiva dell’esistenza di Babbo Natale. Come ci riesce? Semplice: grazie alla realtà aumentata si possono sovrapporre delle scene in cui si vede Babbo Natale affaccendato in varie cose con le immagini della propria abitazione. Quando i bambini vedranno il filmato l’effetto è esilarante, come mostra il video di presentazione:

L’interfaccia è intuitiva e bastano poche mosse per ottenere il filmato; è sufficiente scegliere una delle cinque scene proposte predefinite di Babbo Natale: mentre arriva con i regali o addirittura mentre mangia il latte e i biscotti che i bambini di solito gli lasciano sul tavolo. Una volta scelta la scena, Kringl chiederà di filmare il luogo che farà da sfondo: si può scegliere il salotto, la cameretta dei bambini, la cucina o l’ingresso. Per rendere più realistica l’immagine e non destare sospetti Kringl permette all’utente di modificare la luminosità della figura di Babbo Natale e di verificare di aver filmato la location con la giusta prospettiva. Dopo aver fatto questi passaggi, si otterrà il prezioso video, condivisibile anche sugli account social.

Kringl_evidenza

Kringl è un’app per iPhone, pesa 43,3 MB, compatibile con iPhone 5, 5c, 5s, 6, 6plus, iPad 2,3,4, mini e Air, iPod touch di quarta e quinta generazione e richiede iOS7.0 o successive. Il fattore che rende questa iniziativa degna di merito è che, oltre ad essere un’app gratuita scaricabile dall’App Store, raccoglie fondi benefici a favore di due associazioni: Make-a-Whish Canada che aiuta i bambini affetti da gravi malattie realizzando i loro ultimi desideri e Toys for Tots, che raccoglie giocattoli per bambini meno fortunati.

Pronti a sbalordire anche i piccoli nativi digitali più scettici?

Lara Rigo
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Selfie: è arrivata la serie che non fa scintille

Ormai è un must, scagli la prima pietra chi almeno una volta non si è fatto una (o si dice un?) SELFIE.

La selfie è diventatà un vero e proprio fenomeno culturale che non ha risparmiato nessuno: in prima linea si posizionano le celebrità dello show-biz, e non si risparmiano da questa pratica nemmeno politici (ahinoi anche quelli italiani: come non rattristarci un attimo pensando alla selfie del Nongiovane Matteo Renzi e alla piaga della televisione italiana, conosciuta anche come Barbara D’Urso?), passando ovviamente per la gente comune (“che ama davvero” cit.). Insomma selfie in vacanza, selfie al concerto, selfie la mattina appena svegli, selfie con il personaggio famoso di turno, selfie nelle selfie… un vero boom.

La serialità televisiva ovviamente non poteva starsene in disparte, anche se dopo aver visto le prime puntate di ‘Selfie’ (giustappunto), la nuova serie della rete ABC, forse sarebbe stato meglio farlo. Nonostante già il promo mandato in onda ad inizio estate mi avesse già fatto storcere il naso, svelando in pochi minuti una previdibile incosistenza, da amante delle serie televisive e da brava social media something (per professione e per diletto) attendevo con crescente curiosità questa nuova serie.

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I presupposti per fare una commedia senza troppe pretese ma carina e godibile c’erano tutti: un tema di tendenza, un cast frizzante, la rete giusta (per un prodotto senza troppe pretese). E invece cosa è andato storto? Praticamente tutto: la trama è inconsistente, la protagonista – seppur interpretata da una convincente Karen Gillan – è insostenibile, non ci sono prospettive di sviluppo di un minino interesse all’orizzonte e i dialoghi sono poveri e per nulla brillanti (cose che ti vien quasi voglia di guardare Vacanze di Natale 1990 – era quello con Dylan vero? Perchè io intendevo quello).

Forse l’autoscatto tanto di moda non vi sembrerà un tema così consistente ma, in realtà, l’esigenza di apparire e la necessità virtuale di esistere nel mondo dei social sono un tema molto attuale che poteva essere affrontanto in maniera comica ma interessante. Forse non è stato colto il punto: c’erano due modi per affrontare in commedia un tema del genere, ossia quello della commedia intelligente e sarcastica (a cui questo prodotto ovviamente non ha mai nemmeno pensato), o la commedia leggera che fa sorridere ma non ci si avvicina nemmeno minimamente a questo intento. Purtroppo, tutto quello che abbiamo visto in questi primi episodi di Selfie è una storia scadente, un build-up inesistente e nessun tentativo di fare una riflessione sociologica sul fenomeno dei selfie – o, più in generale, sulla dipendenza dall’“essere sui social”. Nonostante abbia visto serie deboli migliorare nel corso degli episodi, in questo caso devo ammetterlo: le possibilità sono nulle e dubito altamente di poter essere smentita.

Non so se arriverà in Italia (in caso, immagino sulle pay tv) o se sarà cancellata ancora prima di avere qualche possibilità di essere esportata fuori dagli Stati Uniti…  certo è che non ne sentiremo la mancanza, aspettando con ansia una serie che sappia parlare di questi temi: il genere comedy avrebbe largo margine di sviluppo con i nuovi “caratteri sociali” generati dall’era dei social. Quindi, classifichiamo Selfie come un tentativo fallito e… avanti il prossimo!

Stefania Berlasso
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VERONACHEMAMME! Ovvero Verona formato famiglia

Quando rimasi incinta ed ebbi mia figlia l’interrogativo più grande che mi aveva accompagnato per molti mesi era: mo’ che si fa? Ti ritrovi con questa creaturina minuscola che ha bisogno di tutto, soprattutto ha bisogno di te, mamma, ma senti che anche tu hai bisogno disperatamente di qualcuno che sia nella tua stessa situazione o perlomeno che ci sia passato, per avere un confronto. Dove rivolgersi? A chi chiedere? Dove andare a Verona con la pargola?

Da questa esigenza a cui ancora nessuno aveva saputo rispondere è nato il concept di VeronaCheMamme! il primo portale per le famiglie di Verona e provincia.

Sempre di più le mamme guardano in rete per sapere cosa fare con i loro bambini, dove trovare la sala per la festa di compleanno, cosa offre quel tal ospedale rispetto a un altro. Se una volta c’era una fitta rete di conoscenze tra famigliari, vicini di casa, amici, che era in grado di soddisfare con il passaparola una serie di risposte e aiuti concreti, oggi più che mai le famiglie sono spesso lasciate a loro stesse e internet supplisce al bisogno di informazione che prima si riceveva dall’esterno.

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VeronaCheMamme! è la versione territoriale del network nazionale ItaliaCheMamme!,e vuole essere un punto di riferimento online per le mamme (ma anche nonni, papà, zie e quant’altro) che dia spunti, risposte da parte di professionisti, informazioni su eventi, attività, laboratori per bambini, sino ad arrivare alla mappatura delle attività family friendly del territorio veronese.

Un punto di incontro tra domanda e offerta per tutto ciò che concerne i servizi alle famiglie, come tate o baby-sitter, animatrici per feste, architetti specializzati nell’arredamento di camerette, oppure pediatri, ginecologi, ostetriche, alcuni provati e testati direttamente dalla redazione. Il team che supporta il progetto è tutto al femminile e rigorosamente geek addicted e social media lover; infatti, una caratteristica importante del portale è che i canali social (al momento Facebook, Twitter, Google+) servono a dare una voce “live” agli eventi, alle iniziative che si vuole diffondere, nonché mantenere un filo diretto per il confronto e le richieste con gli utenti.

Perché oggi, più che mai, fare rete non è più sufficiente, occorre fare community e scoprire la Verona a misura di famiglia.

Lara Rigo
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#ilviaggio

Viaggiare senza lasciare Verona..
viaggiare lungo il nostro fiume, in un luogo magico..
viaggiare attraverso altri occhi ed emozioni, con suoni avvolgenti e cibi da scoprire..

Tutto questo, e anche di più, nel regalo che Art&co ha deciso di farci per il suo quindicesimo compleanno.
Attraverso l’esperienza di Art&co nella stampa digitale in grande formato, illustratori, grafici e fotografi declineranno il viaggio nelle sue più belle espressioni.

La mostra gratuita ed aperta a tutti, si svolgerà nell’area ex Macello (Sala Birolli – via macello 17 Verona) il 26, 27 e 28 settembre dalle ore 10 alle 21. Il mattino saranno protagoniste le scuole di grafica a cui verranno illustrate le nuove tecniche  di realizzazione delle opere.

Venerdi ore 12,00 aperitivo con i Sonohra che condivideranno con noi il loro #viaggiotour2014.
La sera, dalle ore 19, i festeggiamenti continuano con aperitivi ed in più nella serata di
venerdì alle ore 19,30 Marcella Volcan racconta le opere con la danza contemporanea
sabato ore 19,00 improvvisazioni musicali con Paola Zannoni (violoncello) Enrico Breanza (chitarra).

Gli artisti che esporranno saranno:

illustratori e grafici: Omanu Recchia, Marco Bersani, Marco Campedelli, Mariella Fasson, Martino Zulian, Mauro Marchesi;

fotografi: Alessandro Gloder, Biljana Bosnjakovice, Federica Cogo, Marco Monari, Stefano Gasparato

designer: Alessandro Zambelli

stilista: Cicci De Biase

Noi ci saremo perché… la via più breve per giungere a sé stessi gira intorno al mondo!

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Le 5 serie tv che una geek girl non può non aver visto…

Avendo la fama di una che guarda una serie infinita di serie tv spesso succede che mi vengano chiesti dei consigli su cosa guardare. Così oggi ho pensato a voi, e a cinque serie che consiglierei a una geek girl DOC. L’intenzione è di proporvi qualcosa di insolito magari meno conosciuto dal grande pubblico (The Big Bang Theory io non ve lo consiglierei mai ad esempio, ma ho escluso anche i grandi classici come The X-Files, Lost, ecc. ecc.) con la speranza di  stuzzicare la vostra curiosità.

CHUCK

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Genere: Spy-comedy

Trama: Chuck Bartosky lavora in un grande store di elettronica, all’assistenza informatica (il “Nerd Herd”) dopo aver abbandonato gli studi in ingegneria informatica. Vive con la sorella e il marito (entrambi medici) e condivide le sue giornate piuttosto piatte con l’amico/collega Morgan. La sua vita cambia quando dopo aver ricevuto una mail da un ex compagno di università si ritrova con un supercomputer (un database di spionaggio governativo) impiantato nel cervello. Da semplice commesso Chuck si troverà coinvolto nelle trame della CIA affiancato dagli agenti John e Sarah.

Perché sì, perché geek: Chuck è la classica serie leggera ma ben scritta, assolutamente non pretenziosa ma piacevole in ogni suo aspetto. Attrezzature high tech, spionaggio e una buona dose di ironia la rendono irresistibile per qualsiasi geek girl che si rispetti…e poi non manca quel pizzico di tenerezza grazie alla lovestory di turno (godibilissima). Inoltre Chuck è il fidanzato nerd che tutte vorremmo (il fatto che Zachary Levi, l’attore che lo interpreta, sian indubbiamente carino aiuta a rafforzare la portata).

30 ROCK

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Genere:
Comedy

Trama: 30 Rock racconta le vicende dietro le quinte di una trasmissione televisiva tutto dalla prospettiva dell’autrice Liz Lemon (interpretata dall’autrice di 30 Rock Tina Fey… la  televisione nella televisione nella televisione, nella televisione.. etc etc)

Perché sì, perché geek: Qui la tecnologia centra poco ma 30 Rock è probabilmente (almeno per me lo è) la miglior commedia della televisione americana. La sceneggiatura è densa di battute geniali e riferimenti all’attualità, alla pop culture e alla politica che la rendono senza dubbio di un livello superiore alla media. Inoltre offre un’analisi interessante del pianeta televisivo (almeno di quello statunitense), un punto di vista originale e auto ironico che non può che solleticare chi non è mai sazio di studi sui media. E se non bastasse la protagonista, Liz Lemon, è uno dei personaggi femminili più articolati e completi nel panorama televisivo (che purtroppo di buoni personaggi femminili è sempre stato un po’ povero).

Valide Alternative: The Office, Parks & Recreation, Community

SHERLOCK

sherlock
Genere:
British Drama

Trama: Prendete Sherlock Holmes e John Watson e metteteli nella Londra dei giorni nostri, attrezzateli di nuove tecnologie e di un blog e dategli i volti di due degli attori inglesi più quotati del momento, fate scrivere il tutto da due autori televisivi dal piglio geniale e avrete una delle migliori serie della storia della televisione.

Perché sì, perché geek: In anni e anni di dipendenza seriale ho imparato una cosa, i britannici (sopratutto quelli della BBC) fan poche cose (in confronto alla produzione statunitense) ma le fanno davvero bene. Sherlock rasenta la perfezione, in tutto e per tutto, dalla sceneggiatura, alla regia, alle interpretazioni… sono i tasselli di un puzzle perfetto. Intuibilmente favorito dal genio dell’opera letteraria di Arthur Conan-Doyle Sherlock si colloca nell’olimpio della tradizione televisiva e sicuramente sbaraglia molti concorrenti (anche cinematografici) delle interpretazioni delle avventure di Sherlock Holmes. Perché lo consiglio a voi geek girls? Prima di tutto perché è la serie che consiglio a tutti senza ma e senza se e poi perché vedere all’opera il duo investigativo più famoso della storia con tecnologie all’avanguardia non può che rapire un cuore geek. Inoltre con la messa in onda della prima serie c’era stato un interessante approccio della serie attraverso i social media (i personaggi avevano il proprio profilo twitter, i loro blog sono stati effettivamente messi online), purtroppo l’esperimento perfettamente riuscito inizialmente si è un perso visti i lunghi tempi di attesa tra una stagione e l’altra.

GAME OF THRONES (Il TRONO DI SPADE)

Game-Of-Thrones

Genere: Non classificato (a metà strada tra una serie storica, un fantasy, violenza pura e un soft porno)

Trama: Winter is coming! (Io sinceramente non ho capito nulla)

Perché sì, perché geek: Perché non potete non guardarlo! Non importa se non vi piace il genere fantasy, qua siamo su tutt’altro livello… è come se avessero messo assieme Il Signore degli Anelli, la violenza e la perversione di un film di Tarantino, un soft porno, un serie storica e le complicate trame familiare di Beautiful per dare vita alla più grande droga televisiva del nuovo millennio. Ci sono anche i libri (io non me la sono sentita di leggerli). Attenzione crea dipendenza!

DOCTOR WHO

doctor_who

Genere: Fantascienza

Trama: Il Dottore è un alieno che viaggia nel tempo e nello spazio con il Tardis (la sua macchina del tempo che ha la forma di una cabina blu della polizia britannica) … in realtà la storia è molto più complicata di così, ma spiegare Doctor Who richiede una tesi di laurea, sappiate che è una vera e propria istituzione nel Regno Unito ed è la serie più longeva della storia della tv (l’anno scorso ha compiuto 50 anni…ma non spaventatevi se volete recuperarla basterà cominciare con la nuova versione ripresa dal 2005)

Perché sì, perché geek: E’ la serie nerd/geek per eccellenza, quando mi chiedono perché sono così ossessionata con questa serie, non so dare una vera e propria risposta, mi piace, mi piace tanto e da quando ho cominciato a vederla non riesco a farne a meno. Provare per credere! Attenzione: cercate di chiudere un occhio sugli effetti un po’ rudimentali della prima stagione – mi riferisco alla serie moderna, quella del 2005 – con il procedere degli episodi (e probabilmente un aumento del budget) la resa migliora, in ogni caso se la prima serie non vi convince aspettate la seconda, il cambio di volto del Dottore (sì cambia volto…se no secondo voi come poteva andare in onda da 50 anni?) tra prima e seconda stagione vi stupirà regalandovi quello che è stato proclamato il miglior interprete del personaggio di tutta la serie (sorpassando anche i volti molto amati dagli inglesi della serie classica).

Menzioni d’onore: Battlestar Galactica (sembra una di quelle serie da nerd duri e puri ma la metafora esistenziale alla base di questa serie potrebbe colpire anche l’umanista più convinto)

Stefania Berlasso
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Waiting for TEDxVerona

Vi piacerebbe poter ascoltare interventi originali su scienza, tecnologia, arte, politica, ecologia, design, musica e tanto altro?
Magari tenuti dalle più brillanti menti in circolazione?
Allora vi presentiamo chi fa per voi: TED!

TED non è un nome, ma la somma di Technology – Entertainment – Design: tre ampie aree che, insieme, stanno creando il nostro futuro. L’obiettivo di TED – un’organizzazione non-profit – è semplice ma rivoluzionario: la condivisione di “ideas worth spreading”, cioè “idee che meritano di essere diffuse”.

Partita come una conferenza in California nel 1984, TED ha ampliato la sua portata nel corso degli anni; oggi, durante la Conferenza Annuale di TED, i maggiori protagonisti mondiali del “pensare” e del “fare” sono invitati a raccontare le loro idee, in presentazioni veloci e appassionanti. Da qualche anno, per estendere ulteriormente la portata e la condivisione di idee, è nato TEDx – dove “x” sta per evento TED indipendente organizzato da singole città o comunità, che hanno così l’opportunità di stimolare il dialogo a livello locale.
Ecco allora che, grazie allo spirito innovativo di un team di professionisti (tra cui – e ne siamo orgogliose – una GGDVr!) provenienti da svariati settori, dopo la “x” si aggiunge la nostra città: la prima edizione di TEDxVerona si terrà il prossimo 23 febbraio!

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La giornata, che si svolgerà presso il Palazzo della Gran Guardia, avrà come tema il “Pensiero Laterale” – quante volte è capitato anche a voi di risolvere problemi grazie a soluzioni indirette, date magari da un diverso punto di vista o dall’uscire dalla logica che tendiamo ad applicare ogni giorno? Le presentazioni dal vivo dei relatori, le performance artistiche e le proiezioni di video da TEDTalks internazionali applicheranno questo “stile di pensiero” a nuovi modelli di business, passando per le arti figurative, le nuove tecnologie e l’innovazione.

Ma chi parlerà a TEDxVerona? Il team di organizzatori ha invitato undici relatori: tre donne e otto uomini, veronesi e non, medici, ricercatori, musicisti, visionari, esploratori – pronti a raccontare le loro esperienze, le loro vite e le loro idee.

Scopriteli, su www.tedxverona.com… e stay tuned: a breve, sul nostro blog, altre novità ;-)

GGDVerona è un TED Friend – collaboreremo alla prima edizione di questa splendida avventura, quindi, se sarete lì anche voi, passate a salutarci! :-)e non poteva essere altrimenti:

we love spreading worthy ideas!

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Google Street View ti porta in biblioteca

L’omino di questa foto vi dice qualcosa?
Se siete stati in una città famosa, negli ultimi mesi, forse vi è capitato di vederlo scorrazzare per strade e piazze armato di bicicletta e fotocamera. È uno degli incaricati di Google, che ha il compito di riprendere i luoghi più caratteristici del nostro pianeta dando così la possibilità anche a chi non ci si può recare di persona di conoscere monumenti, bellezze architettoniche e paesaggistiche. Dalla cattedrale di Notre Dame a piazza San Marco, a Venezia, dal Castello di Kumamoto agli abissi delle Galapagos, potrete fare un viaggio virtuale senza spendere nulla (se contiamo che in molte città si sta diffondendo la wi-fi gratuita, possiamo dire che il costo è proprio vicino allo zero), ammirando panorami e costruzioni antiche e moderne.

Viaggio attorno al mondo… dei libri

Da alcuni mesi questa iniziativa si è allargata anche alle biblioteche, che per una vera book addicted come me vanno annoverate tra le meraviglie del mondo.

Digitando su Google: site:plus.google.com “public library” “see inside”

potrete scoprire quali sono quelle che hanno aderito allo Street View Partner Program, lasciando entrare l’omino di cui sopra a curiosare tra gli scaffali.

streetview_02

Accederete così al profilo Google+ della biblioteca e cliccando sul box See inside/Guarda dentro potrete gironzolare indisturbati tra gli scaffali della Canton Public Library, potrete spulciare tra le migliaia di volumi conservati nella biblioteca pubblica di Indianapolis, ammirare incantati l’angolo dedicata ai libri per bambini della Central Library Peterborough in Nuova Zelanda e scoprire gli ultimi arrivi alla San Diego Central Library.

streetview_03

Certo, mancherà un ingrediente fondamentale: l’odore dei libri. Un profumo che inebria e avvolge.

Dal virtuale al reale il passo è breve

C’è già chi butta l’amo per fare business, suggerendo la possibilità di rendere questa realtà virtuale ancora più aumentata. L’iniziativa infatti, oltre alle biblioteche, sta coinvolgendo anche alcune librerie. Mettendo in comunicazione i profili Google+ (quello dell’esercizio commerciale in oggetto e il vostro) e l’applicazione Google Books, potreste addirittura individuare sullo scaffale il libro che vi interessa e acquistarlo direttamente online dallo shop di Cupertino. Ovviamente si tratta di un esperimento ancora under construction: taggare tutti i libri presenti nei bookstore sarebbe impossibile e la periodica redistribuzione degli stessi comporterebbe un continuo aggiornamento delle foto. Per ora, quindi, limitiamoci ad osservare. Molto attentamente.

Beatrice Borini
www.langolodeilibri.it
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Imm_cop

Last night an app saved my life

Di come Tv Files ha messo ordine nel mio calendario seriale

Si sa ormai c’è un applicazione per tutto, ho un’app che mi ricorda che questa settimana non ho corso abbastanza, un’app che mi aggiorna sul disastroso stato del mio conto in banca e ovviamente essendo una donna ho anche un’app che mi avvisa quando sono prossima a quella settimana del mese…

Ma si sa, non sono questi i veri problemi di una tv serie addicted: il vero drama è essere aggiornati sulle serie da vedere, sull’ultima puntata della vostra serie preferita!

In principio c’era Myepisode, il comodo sito con tanto di calendario che tiene nota dei vostri appuntamenti con le serie tv – non nego che ne faccio ancora uso, anche se ho smesso di segnare cosa ho guardato e cosa no (anche perché il simpatico sito ti segnala quante ore di serie tv hai visto e la stima finale era alquanto allarmante).

Ma cosa c’è di meglio di avere un aggiornamento sulle serie da guardare la sera a portata di mano?! E’ confortante, nel bel mezzo di una giornata pesante, sapere che, per esempio, mancano poche ore a al momento in cui potrai spegnere il cervello e goderti un’ora dei drammi surreali dei protagonisti di Grey’s Anatomy.

Per tutto questo (come per molto altro) ci sono varie applicazioni: ne ho provate alcune e ,dopo una lunga analisi considerando i fattori comodità, resa grafica, opzioni, ho scelto per voi Tv Files.

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Premesse importanti:

  • Tv Files è solo per dispositivi di casa Apple (chiedo scusa ai Windows e Android!)
  • E’ a pagamento, costo 1,79 euro
  • E’ un’applicazione made in Italy

La funzione base dell’applicazione è molto semplice (e ci sono molte altre app simili anche gratuite): avvisarvi quando vengono messi in onda gli episodi delle serie che seguite.

Basta cercare le vostre serie preferite (per gli appassionati ci sono anche i cartoni animati!), e aggiungerle – tramite il pulsante “+” in altro a destra – alla vostra lista: Tv Files ve le organizzerà in maniera ordinata e meticolosa.

In seguito, cliccando (in realtà toccando… come si dice? Touchando???) su una serie della nostra lista, entreremo in una schermata che ci permetterà di spuntare gli episodi già visti. Tip: all’inizio, quando aggiungete una serie, potete indicare di essere in pari – così da non dover spuntare episodio per episodio i diecimila di Grey’s Anatomy…

Oltre alla lista ordinata delle vostre serie, Tv Files mette a disposizione alcune news sulle novità seriali in uscita (a volte con tanto di promo), potrete così facilmente decidere quale sarà la vostra prossima ossessione televisiva.

Importante è sottolineare come questa app permetta di indicare se si segue una serie in lingua italiana o in originale, aggiornandovi così diversamente sull’uscita del prossimo episodio. Non seguendo telefilm con la programmazione italiana almeno dal 2003 (quando ero ancora innocente e guardavo CSI su Fox Crime) non ci do molto peso, ma per un abbonato Sky, per esempio, è una funzione molto comoda.

Non dovrete nemmeno scomodarvi troppo ad aprire l’applicazione: infatti, giornalmente vi verranno inviate delle notifiche push contenenti le serie da vedere. Potete addirittura scegliere se essere avvisati il giorno in cui viene trasmesso l’episodio o il giorno dopo (considerando il fuso orario, è un’opzione pratica se seguite le serie in contemporanea con gli Stati Uniti).

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Una delle cose che ho apprezzato maggiormente (da vera psicopatica quale sono) è il countdown al prossimo episodio: per ogni serie che seguite, Tv Files segnala quanti giorni mancano alla prossima messa in onda. In fondo, ci sono poche cose che mi danno conforto come il sapere quanto manca alla prossima stagione della mia serie soft porno e “viuuulenza cattiva” preferita… sto parlando ovviamente di Game of Thrones (in italiano: Il Trono di Spade)!

Altra funzione interessante è il calendario, che vi consentirà di avere una panoramica (sulle ore che sprecherete davanti alla tv/computer) del mese. Non da meno sono le funzioni social – si sa che di questi tempi se non condividi non esisti, quindi potrete scegliere tra Facebook e Twitter, e se condividere manualmente o fare in modo che Tv Files aggiorni automaticamente i vostri amici/follower su quello che state vedendo.

Non c’è che dire: con Tv Files non ci sono proprio più scuse!
Al prossimo episodio!

Stefania Berlasso
Sito Web
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